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Agliè
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mwhaAgliè (mwhqAjé in mwhgpiemontese) è un mwhwcomune italiano di mwia2 594 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjqcittà metropolitana di Torino in mwjgPiemonte.
Questo piccolo comune, reso illustre da personaggi quali mwkaFilippo d'Agliè e mwkqGuido Gozzano, si trova nel mwkgCanavese.
Contents
• Storia
• I Savoia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Economia
• Sport
• Note
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Origini del nome
Secondo il mwlgglottologo Gian Domenico Serra, il mwmatoponimo deriverebbe dal nome del colono mwmqromano mwmgAlliacus per successive modifiche. Un'altra ipotesi invece fa derivare il nome del paese da mwmwAla Dei (ala di mwnaDio), in quanto la pianta del castello originario forma un'ala spiegata verso mwnqlevante, "da cui sorgerà il vero sole a rischiarare il mondo dalla pace".
Storia
La città si trova sul sito di mwpaAlladium, un'antica mwpgcittà romana.
Il nucleo originario era con buona probabilità situato sulle colline della frazione Madonna delle Grazie,cite-ref-4[4] già menzionato in alcuni documenti risalenti al mwra1019. A quel tempo Agliè era un castello edificato per difendere Macugnano. Il nome di Agliè compare per la prima volta in documenti del mwrq1141: i mwrgfeudatari del Canavese si divisero il territorio, ed il paese divenne uno dei possedimenti dei conti di San Martino di Rivarolo e Agliè. Nel mwrw1386 nel Canavese esplose una violenta ribellione dei popolani e dei contadini contro i nobili, ricordata con il nome di mwsaTuchinaggio, che fu stroncata nel sangue da mwsqAmedeo VII di Savoia, il mwsgConte Rosso. Fortunatamente il paese non venne coinvolto.
I Guelfi e i Ghibellini
Agliè subì comunque le agguerrite dispute territoriali tra i San Martino d'Agliè, mwtqGuelfi, e i Conti mwtgValperga, mwtwGhibellini. Attorno all'anno mwua1350 il borgo fu saccheggiato per due volte da truppe mwuqmercenarie, che risparmiarono solo il castello. L'imperatore Carlo IV, nel 1355, diede in feudo molte terre, fra cui Agliè, ai mwugMarchesi del Monferrato. Tuttavia, ciò non fu sufficiente a porre un termine ai contrasti tra i mwuwfeudatari canavesani, e Agliè subì, negli anni a seguire, continue angherie e devastazioni.
I Savoia
Nel mwvg1391, grazie ai Savoia, la zona fu pacificata. Gli alladiesi chiesero ai loro signori, i Conti di Agliè, alcune concessioni e privilegi in cambio della fedeltà dimostrata all'epoca del mwvwTuchinaggio. Nel mwwa1448 vennero concessi gli statuti comunali. L'influenza dei Conti di Agliè crebbe via via e si estese a mwwqOzegna, mwwgBairo, mwwwSalto Canavese, mwxaTorre, mwxqRivarolo Canavese, e parte di mwxgPont Canavese. Agliè ebbe a subire danni a causa della guerra tra i Savoia e la mwxwFrancia, nella seconda metà del XVI° secolo. Quando, nel mwya1561, fu firmata la pace, i Conti di Agliè giurarono fedeltà al duca mwyqEmanuele Filiberto di Savoia.
Filippo San Martino di Agliè
mwzaFilippo San Martino di Agliè, nato nel mwzq1604, nel mwzg1630 divenne mwzwluogotenente della Compagnia delle mwaaCorazze di mwaqVittorio Amedeo I; questi, morendo, lasciò un figlio (il futuro mwagCarlo Emanuele II) troppo giovane per succedergli, per cui la madre mwawCristina di Borbone-Francia, figlia di mwbaEnrico IV e mwbqMaria de' Medici, assunse la mwbgreggenza del Ducato. Nacquero così due fazioni: i mwbwmadamisti e i mwcaprincipisti. Filippo si schierò con i mwcqmadamisti, e divenne ministro, consigliere personale, e 'favorito' di Cristina, detta la mwcgMadama Reale. Per il sostegno dato al giovane Duca, avverso le pretese dei Principi Maurizio e Tommaso, Filippo fu incarcerato nel mwcw1640, su ordine del mwdacardinale Richelieu, e liberato due anni dopo. mwdqCarlo Emanuele II, una volta salito al trono, gli ordinò di ritirarsi a vita privata. Morì a Torino nel 1667, e per suo volere, fu sepolto presso il mwdgSanta Maria al Monte dei Cappuccini di Torino.
Il regno di Carlo Emanuele III
Nel mweq1764 il feudo di Agliè passò a mwegCarlo Emanuele III, che lo rivendette al suo secondogenito Benedetto Maria Maurizio, Duca del mwewChiablese. Questi incaricò l'architetto mwfaIgnazio Renato Birago di Borgaro di ricostruire e ampliare il castello, soprattutto sul lato verso la piazza. Tra il mwfq1767 ed il mwfg1775 venne edificata la galleria che collega la Chiesa Parrocchiale al Castello.
La dominazione napoleonica
Durante la campagna di guerra in Italia di mwgqNapoleone Bonaparte, il paese, nel mwgg1796, venne occupato, e il castello depredato di mobili e suppellettili. Entrato nel mwgw1825 nei possessi di mwhaCarlo Felice, questi ne affidò il restauro all'architetto Michele Borda di mwhqSaluzzo, che ricavò all'interno anche un piccolo mwhgteatro.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 24 maggio 1963.cite-ref-5[5]
«Stemma d'argento, a nove
losanghe
di azzurro, appuntate ed accollate, tre, tre, tre; al
capo
del primo, caricato di un
volo
spiegato al naturale. Ornamenti esteriori da Comune.»
Il gonfalone è un drappo partito di azzurro e di bianco.
Monumenti e luoghi d'interesse
Il Castello ducale
È conosciuta per l'importante mwkwcastello ducale che fa parte del circuito dei mwlacastelli del Canavese. Risalente al mwlqXII secolo, originariamente fu proprietà dei conti San Martino di Agliè.
Residenza estiva dei mwlwSavoia, il castello presenta una facciata monumentale con due rampe di accesso e con un ampio giardino con fontana. Attualmente è composto da ben 300 stanze, per la maggior parte arredate con mobili d'epoca. L'edificio è circondato da giardini all'inglese e all'italiana, e da un grande parco ricco di fiori rari ed alberi secolari, impreziositi da una fontana progettata dai fratelli Collino. Nel mwma1939 i principi di Savoia-Genova vendettero allo stato il castello per la somma di 7 milioni di lire.
È stato il set delle riprese della fiction televisiva mwmgmwmwElisa di Rivombrosa.
Villa Il Meleto
Villa Il Meleto (così chiamata perché il viale d'ingresso ed il terreno confinante erano coltivati a frutteto) fu la residenza estiva del poeta mwpwGuido Gozzano.cite-ref-7[7]
Costruzione risalente alla seconda metà dell'mwrqOttocento, fu proprietà del deputato mwrgMassimo Mautino. La villa fu donata dal senatore alla figlia Deodata in occasione delle sue nozze con l'ingegner Fausto Gozzano, e fu utilizzata come soggiorno estivo della famiglia, dopo il trasferimento della residenza a mwrwTorinocite-ref-8[8]cite-ref-9[9]. Nel mwua1904, Guido Gozzano e la madre iniziarono il restauro dell'edificio, fino a trasformarlo nelle forme attuali: una villa con balcone al primo piano e la facciata affrescata da glicini, secondo il gusto mwuqArt Nouveau diffuso in quegli anni; attorno, un giardino romantico, e poco distante il frutteto, e uno stagno con l'isoletta dello mwugchalet (oggi demolito).cite-ref-10[10]
La casa fu venduta nel mwwa1912 come nuda proprietà ad un contadino, il sig. Brunasso, rimanendo quindi alla famiglia Gozzano, la possibilità di continuare ad abitarla. Nel mwwq1945 la villa fu acquistata dalla signora Edvige Gatti Facchini. Nel mwwg1972 la villa passò al dottor Francesco Conrieri che la restaurò, facendo minuziose ricerche in modo da riportarla allo stato descritto da Gozzano nelle sue poesie.cite-ref-11[11]
Purtroppo non è possibile visitare il frutteto, a causa di eventi atmosferici che hanno arrecato danno ad alcuni alberi secolari. Invece sono visitabili il giardino antistante la casa e, dentro l'edificio, il mwyasalotto di Nonna Speranzacite-ref-12[12], la sala da pranzo, lo studio con la biblioteca, e la camera da letto del poeta.
A ricordo del poeta canavesano da alcuni anni vengono organizzati eventi culturali.cite-ref-13[13]
Architetture religiose
• Chiesa di Santa Marta. È un prezioso esempio di architettura mw1gbarocca, opera di Costanzo Michela, a cui si deve anche la costruzione del Santuario di Santa Maria delle Grazie a Macugnano. Molto particolare il campanile costruito con un'insolita pianta triangolare.
• mw2qParrocchiale di San Massimo. Sorge nella piazza Castello, e fu progettata da mw2wIgnazio Renato Birago di Borgaro.
• La Rotonda. In cima alla collina, al confine con il territorio di mw3gVialfrè, sorge il Santuario di Santa Maria della Rotonda; eretta sui resti di un tempio pagano, la cappella primitiva fu ricostruita diverse volte fino alla forma attuale (fine mw4asecolo XVIII).
• Chiesa di San Gaudenzio. Dal 1300 al 1580 fu la Parrocchiale di Agliè; sull'altare maggiore si può ammirare il Crocifisso ligneo, opera dello scultore mw4wCarlo Giuseppe Plura di mw5aLugano (1663-1737); nella seconda cappella sul lato destro si trova la tomba di mw5qGuido Gozzano.
• Santuario della Madonna delle Grazie. Progettato da Costanzo Michela su una cappella preesistente. È conosciuto anche come mw6aTre Ciochè (Tre campanili), in quanto presenta una cuspide e due campanili.
Architetture civili
• Palazzo Facta, o mw7ade Pavignano. Situato in Piazza Castello, sul lato opposto al Palazzo Ducale, e a fianco della Chiesa Parrocchiale, versa in pessimo stato di conservazione. Appartenne ai Conti Bardesono de Pavignano, successivamente passò ai Savoia, poi allo Stato Italiano e nell'anno 2017 a privati.
• Setificio di Agliè. Costruito nel '700. Sorge lungo il torrente che attraversa il paese; ha un'interessante facciata laterale grezza, in pietrame, listata. Di notevole imponenza il portale settecentesco su piazza Setificio, dove è anche presente un peso a bilico ancora oggi utilizzato.
Galleria d'immagini
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
Cultura
Annualmente, a inizio luglio, viene organizzato dall'Amministrazione Comunale l'evento "Calici", nell'ambito del Festival della Reciprocità delle Tre Terre Canavesane, che richiama numerosi produttori mwasevitivinicoli del territorio e un importante numero di partecipanti.cite-ref-17[17]
Economia
L'economia del comune si basa sull'agricoltura, con una buona produzione di mwasgforaggi, mwaskcereali e mwasovino. Già nel Settecento Agliè fu centro industriale di una certa importanza: era infatti sede di un rinomato mwasssetificio, che sfruttava un diffuso allevamento di bachi e arrivò a occupare da 2000 a 4000 operai, in prevalenza donne. Tra i suoi dirigenti va menzionato mwaswLorenzo Valerio, collaboratore di mwas0Cavour. Dopo l'elezione a deputato, nel mwas41842, promosse ad Agliè la nascita di uno dei primi asili infantili e di un convitto per le donne del setificio.
Durante la seconda metà dell'Ottocento si sviluppò un'importante industria mwatatessile, prima di proprietà mwatesvizzera, poi della Società mwatiDe Angeli-Frua di mwatmMilano, che giunse ad avere più di 1500 dipendenti. Nelle frazioni sorsero aziende minori operanti nei settori meccanico ed elettronico.
Anche la mwatuOlivetti vi stabilì un'unità produttiva ad Agliè, dalla quale usciva la celeberrima mwatyLettera 22.
Amministrazione
Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 14 giugno 1985 | 24 maggio 1990 | Aldo Paglia | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 18 ] |
| 24 maggio 1990 | 24 aprile 1995 | Giovanni Rossi | lista civica | Sindaco | [ 18 ] |
| 2 maggio 1995 | 14 giugno 1999 | Walter Acquadro | - | Sindaco | [ 18 ] |
| 14 giugno 1999 | 14 giugno 2004 | Walter Acquadro | lista civica | Sindaco | [ 18 ] |
| 14 giugno 2004 | 8 giugno 2009 | Giovanni Battista Rossi | lista civica | Sindaco | [ 18 ] |
| 8 giugno 2009 | 26 maggio 2014 | Edi Franca Maria Gianotti | lista civica | Sindaco | [ 18 ] |
| 26 maggio 2014 | 27 maggio 2019 | Marco Succio | lista civica Agliè prima di tutto | Sindaco | [ 18 ] |
| 27 maggio 2019 | in carica | Marco Succio | lista civica Agliè prima di tutto | Sindaco | [ 18 ] |
Sport
La locale squadra di calcio è l'USD Agliè che milita nel campionato di prima categoria. I colori sociali sono bianco-azzurro; la divisa ricorda quella della nazionale argentina.
Il 24 maggio 2014 Agliè è stata sede di partenza della quattordicesima tappa del Giro d'Italia con la tappa Agliè-mwav0Oropa vinta da mwav4Enrico Battaglin.
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwawcmwawgmwawkBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwawodemo.istat.it, mwawsISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwaw8mwaxamwaxeClassificazione sismica (mwaximwaxmXLS), su mwaxqrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwaxgmwaxkmwaxoTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwaxsmwaxwPDF), in mwax0citerefmwax4Leggemwax8 mwaya26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwayeAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwayi 151. mwaymURL consultato il 25 aprile 2012 mwayq(archiviato dall'mwayuurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-55. ↑ mwazimwazmmwazqAgliè, su mwazuArchivio Centrale dello Stato. mwazyURL consultato il 1º dicembre 2023.
cite-note-63. mwazoRedazione, mwazsmwazwConcerto al Meleto e mostra dedicata a Gozzano-, su mwaz0damasio.it, 4 ottobre 2012. mwaz4URL consultato il 15 maggio 2023.
cite-note-77. ↑ Paolo Mauri, mwaaiNei luoghi di Guido Gozzano. Saggi di geografia letteraria, Torino, Aragno Editore, 2012
cite-note-88. ↑ Walter Vaccari, mwaayLa vita e i pallidi amori di Guido Gozzano, Milano, Omnia editrice, 1958
cite-note-99. ↑ Lilita Conrieri, mwaaoGuido Gozzano. Il dolce paese che non dico, Daniela Piazza Editore, Torino, 1996
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cite-note-1111. ↑ mwabimwabmmwabqAglie': Un Castello E La Sua “Corte”.
cite-note-1212. ↑ Il salotto di Nonna Speranza, arredato in mwabgstile liberty, è ricordato nella poesia mwabkL'amica di Nonna Speranza. Cfr. mwabomwabsmwabwGuido Gozzano: L'amica di Nonna Speranza mwab0(archiviato dall'mwab4url originale il 14 agosto 2012).
cite-note-1313. ↑ mwacimwacmmwacqCopia archiviata (mwacumwacyPDF), su mwaccsoveraedizioni.it. mwacgURL consultato il 15 marzo 2018 mwack(archiviato dall'mwacourl originale il 4 marzo 2016).
cite-note-1414. ↑ Dati tratti da: mwac4mwac8mwadamwademwadiPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwadmmwadqPDF), su mwaduebiblio.istat.it, mwadyISTAT. mwadcmwadgmwadkmwadoPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwadsesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-1515. ↑ mwaeamwaeemwaeiDato Istat al 31/12/2017, su mwaemdemo.istat.it. mwaeqURL consultato il 27 agosto 2018 mwaeu(archiviato dall'mwaeyurl originale il 6 agosto 2017).
cite-note-1616. ↑ Dati superiori alle 20 unità
cite-note-1717. ↑ mwae0mwae4mwae8Evento "Calici - Gusto è Cultura", su mwafaevients.com. mwafeURL consultato il 9 novembre 2023.
cite-note-interno-184. mwagmhttps://amministratori.interno.it/
Bibliografia
• citerefgrossiAmedeo Grossi, Agliè, in Guida alle cascine, e vigne del territorio di Torino è suoi contorni, Tomo I, Torino, 1790, pp. 7-11.
• Walter Vaccari, mwaggLa vita e i pallidi amori di Guido Gozzano, Milano, Omnia Editrice, 1958
• Marziano Guglielminetti, mwagoIntroduzione a Gozzano, Laterza Editore, Roma-Bari, 1993
• Lilita Conrieri, mwagwIl dolce paese che non dico, Torino, Daniela Piazza Editore, 1996
• M. Masoero, mwag4Un nuovo astro che sorge. mwag8Giudizi 'a caldo' sulla Via del rifugio, Leo S. Olschki, Firenze 2007 ISBN 978-88-222-5751-2
• Lilita Conrieri, mwahiGuido Gozzano. Un poeta in viaggio da Torino al Meleto di Agliè, Torino, Daniela Piazza Editore, 2007
• Paolo Mauri, mwahqNei luoghi di Guido Gozzano. Saggi di geografia letteraria, Torino, Aragno Editore, 2012
• L. Conrieri, M. Muzzolini, B. Quaranta, M. Michela, mwahyGuido Gozzano dalle Golose al Meleto (1916-2016), San Giorgio Canavese (Torino), Atene del Canavese editrice, 2016
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